Per rendersi conto che siamo già nel pieno di un’era digitale, è sufficiente andare in un qualsiasi negozio di tecnologia e cercare un telefono con la tastiera. Fidatevi, ne troverete davvero pochi. Anche se Tim Cook, CEO di Apple, ha annunciato il “ritorno alla penna” per i dispositivi mobili, ci siamo abituati a sfiorare uno schermo con le dita e sembra che non riusciamo più a farne a meno.
Secondo McKinsey, il digitale dovrebbe essere visto meno come un oggetto e più come un modo di fare le cose, creando valore: nelle nuove frontiere del business, nei processi di esecuzione di una visione per il consumatore e nel modo in cui si costruiscono le capacità fondamentali che servono a tenere in piedi tutta la struttura. Dunque, è un modo di liberare le possibilità di crescita.
I nostri smartphone sono diventati così “smart” da consentirci di gestire una grande fetta della nostra vita con un dito. È per questo che il business in generale (non solo il marketing) si sta orientando a una diffusione sempre più capillare sul terreno della mobile technology.
Google ha creato una breve guida a questa transizione, analizzando i micro-momenti che raccontano delle nostre abitudini.
Alcuni dati tra tutti: controlliamo in media il nostro telefono 150 volte al giorno, il 68% controlla il cellulare nei primi 15 minuti dopo essersi svegliato, l’87% lo tiene con sé giorno e notte, mentre un preoccupante 30% va in ansia se non ha il telefono sempre a portata di mano. Inoltre, se aumentano le visite a varie pagine internet per raccogliere informazioni su cosa ci si stia accingendo a comprare (+20%), diminuisce il tempo passato a leggere le informazioni stesse (-18%).
Insomma, diventiamo sempre più rapidi e connessi, e le imprese devono offrire prodotti e servizi calibrati su queste esigenze in evoluzione. L’unico modo efficace per stare al passo con i tempi è quello che Google chiama, richiamando il celebre discorso di Steve Jobs, connect the dots: se i team di lavoro non collaborano e non si parlano, sarà ben difficile riuscire a rispondere in modo puntuale alle esigenze dei nostri clienti. L’innovazione è sociale e contagiosa.
Siamo pronti a parlarci (non con un sms)?
Un cliente è il più importante visitatore dei nostri locali. Lui non dipende da noi. Noi dipendiamo da lui. Non è un’interruzione al nostro lavoro. Lui è lo scopo. Non è un estraneo nel nostro business. È parte di esso. Non gli facciamo un favore servendolo. Lui ci sta facendo un favore nel darci l’opportunità di farlo. (Mahatma Gandhi)