Quanto è determinata dalla mentalità che decidiamo di adottare? Secondo la psicologa di Stanford Carol Dweck, dipende quasi interamente da essa. Autrice di Mindset: The New Psychology of Success, Dweck indaga a fondo il potere dei nostri pensieri, consci o inconsci, determinando come il più semplice tra loro possa avere un impatto profondo su ogni aspetto della vita.

Come mostra questa infografica, secondo Dweck esistono due tipi fondamentali di mentalità: fissa, e di crescita. Una mentalità fissa è più statica, avversa al rischio, accetta mal volentieri le sfide e alla fine ottiene molto meno del suo potenziale. Una mentalità di crescita, al contrario, accetta il rischio come opportunità di sviluppo, fa tesoro degli errori e costruisce su di essi, ottenendo alla fine molto più del potenziale iniziale.
Queste caratteristiche tendono a manifestarsi già in tenera età e determinano il nostro comportamento, il nostro modo di approcciare le relazioni personali, il successo e il fallimento, e in definitiva la nostra capacità di essere felici.
Dweck, come raccontato in un post su Brain Pickings, cita una bambina della scuola media:
Penso che l’intelligenza sia qualcosa su cui devi lavorare, non è semplicemente innata. La maggior parte dei bambini, se non è sicura della risposta, non alzerà la mano per rispondere alla domanda. Io invece alzo sempre la mano, perché se sbaglio, almeno il mio errore verrà corretto [e imparerò da esso].
Questo approccio è determinante nell’istruzione. I ragazzi – di scuola, come dell’università – impareranno molto meno se vengono incoraggiati a rimanere (o a diventare) imbrigliati in una mentalità statica, che non li fa muovere dallo status quo. Uscire dalla propria comfort zone, in ultima analisi, è la chiave per la crescita. E, per usare le parole dello scrittore russo Lev Tolstoj: If you want to be happy, be.