jugaad cover

Jugaad è un termine hindi che indica un’idea brillante, geniale, frutto dell’ingegno, che risolve in modo innovativo un problema in situazioni difficili e con risorse limitate.

È jugaad ad esempio un frigorifero che non necessita di elettricità perché realizzato in una zona desertica del Gujarat, in India, dove l’elettricità è scarsa e inaffidabile, o un’auto che costa solo 2000 dollari. Una vera e propria rivoluzione culturale che sfida i modelli di produzione propri dell’Occidente e che sta innovando e rivoluzionando una parte consistente dell’economia globale.

Lo spirito jugaad oggi si applica in un contesto del tutto nuovo, rispondendo alla richiesta da parte di milioni di persone, per lo più in paesi emergenti, di prodotti e servizi di buona qualità a costi molto bassi, compatibili con la loro capacità economica. Il problema sta già interessando una parte sempre più consistente della popolazione occidentale, i cui redditi stanno rapidamente diminuendo a causa della crisi economica. Una platea di consumatori immensa, di cui nessuna grande impresa che voglia sopravvivere a livello mondiale può disinteressarsi. I primi a capire questo fenomeno sono stati proprio i Paesi più poveri, quotidianamente alle prese con una realtà che li ha abituati da sempre a “pensare jugaad”.

Per noi occidentali la parola innovazione è ormai legata prevalentemente alla produzione hi-tech: complessa, fortemente strutturata e che richiede un alto impiego di capitali per ricerca e sviluppo e ingenti finanziamenti.

Il modello economico-industriale jugaad è invece low-tech: genera capacità diffusa di innovazione, trasforma le avversità in opportunità, utilizza risorse scarse per ideare soluzioni ingegnose in grado di affrontare i problemi reali dei propri contemporanei a costi contenuti, include il margine.

Ciò deve far riflettere l’Occidente che, come dice Federico Rampini nella sua prefazione, ha bisogno di “rifuggire dalla pigrizia intellettuale, che ci rende incapaci di generare il cambiamento.”