L’ultimo anno e mezzo, come oramai siamo abituati a sentire e riconoscere, ha portato cambiamenti epocali nella gestione della nostra quotidianità lavorativa. Ma alcuni cambiamenti sono tutt’altro che transitori, anzi sono destinati a rimanere. Una indagine della Harvard business review su 850 ceo in 35 Paesi mostra come ai livelli più alti delle aziende la reazione più comune sia stata di sorpresa nei confronti delle incredibili risorse che i dipendenti hanno messo in campo per mandare avanti l’azienda. La situazione emergenziale ha creato un fronte comune, unendo persone che prima non avrebbero lavorato insieme, assottigliando i legami gerarchici e alimentando curiosità e innovazione.

Secondo una ricerca di Bain, il 65% dei lavoratori teme che questo spirito di collaborazione svanisca quando la campagna vaccinale aiuterà a scrivere la parola fine a questa pagina di storia. Due grandi filoni di ragionamento sono emersi analizzando i dati della produttività in epoca di pandemia. Il primo è che le matrici e i silos con cui le aziende – di qualsiasi dimensione – operavano hanno mostrato la loro inefficacia rispetto all’ampio spazio di collaborazione che si è creato remotizzando gran parte del lavoro e rendendo flessibili, se non addirittura impalpabili, le gerarchie. Il secondo è che sembra aver avuto la meglio l’approccio jugaad. Stare al passo con l’incredibile velocità del cambiamento richiede velocità, collaborazione ed esperienza. Secondo uno studio di Bain, il 75% dei ceo ritiene che la pandemia non abbia accelerato le loro agende strategiche, portandoli a preferire un approccio “abbastanza buono”, che consentisse di portare a casa un risultato al 70% in poche ore rispetto a impiegare settimane per raggiungere la perfezione.

Entrambi i ragionamenti confluiscono in un’unica considerazione: le aziende che vinceranno la sfida della nuova – o migliore – normalità saranno quelle che riusciranno a valorizzare i talenti emersi e fioriti durante una stagione così difficile e dura dal punto di vista economico ed emotivo. Ciò significa lavorare abbattendo gran parte dei silos che appesantivano la struttura aziendale e favorendo più momenti e spazi – fisici o virtuali – di creatività e scambio di idee. Eliminare dal panorama l’idea del profitto a qualunque costo, cercando soluzioni più favorevoli per clienti e dipendenti, preferendo una strategia di sostenibilità, soprattutto umana, di lungo termine.

Ma non finisce qui. L’altra lezione importante riguarda il talento femminile. L’ufficio statistiche del governo statunitense ha recentemente pubblicato dati che fanno riflettere: tra marzo e aprile del 2021, 3,5 milioni di mamme lavoratrici hanno perso o lasciato il lavoro in favore di una aspettativa non retribuita, rispetto all’anno precedente, e 705mila donne hanno lasciato il lavoro fuori di casa per gestire gli aspetti domestici e i figli.

Abbiamo di fronte un enorme potenziale di talento non sfruttato, di donne e di uomini, che va canalizzato in qualche modo. Creando opportunità, ad esempio, che includano tutti e consentano flessibilità. Includere il margine: anche questa è una lezione jugaad e strategia vincente.