Trovare una chiave di lettura per adattare l’istruzione ai nuovi ritmi frenetici della vita e al rapido avanzare della tecnologia, per non restare alienati negli anni futuri: su questo si basa la riflessione di Giovanni Lo Storto, Direttore Generale dell’Università Luiss Guido Carli, che per il “Corriere della Sera” ha pubblicato un editoriale intitolato “Le nuove vie dell’apprendimento”.
Il cambiamento corre veloce sulla spinta dell’innovazione: ormai tutto è a portata di click, facciamo riunioni a migliaia di chilometri di distanza, le chat uniscono le persone anche se ci si trova dall’altra parte del mondo, i confini geografici si fanno meno definiti. Come vanno integrati tutti questi nuovi strumenti all’interno delle aule scolastiche?

“Chi è nato a ridosso del nuovo secolo sconta il retaggio di generazioni passate, che appesantiscono le aule di paure e fantasmi inutili”, scrive il Direttore Generale. “La vita dai ritmi definiti – studio, lavoro fisso, ferie, pensione – si dissolve inesorabilmente. Ora non si studia più per un periodo circoscritto, mestieri tradizionali, agricoltore, operaio, impiegato, richiedono ogni anno nuove mansioni e conoscenze”. Il web è ormai parte integrante di qualsiasi professione: c’è dunque bisogno che anche scuola e università mantengano il passo. Per questo Giovanni Lo Storto parla del life largelearning: “Due saranno i modelli prevalenti: il primo modello, ormai tradizionale, è il cosiddetto lifelong learning, imparare nuovi saperi lungo tutta la vita. Il secondo, parallelo, si potrebbe definire life largelearning. Posto che si dovrà imparare sempre, è necessario altresì “allargare” la formazione, abbracciando ogni occasione di apprendimento che ci capita”.

Questa linea di pensiero consente di superare il concetto di “studente tradizionale” che apprende dal docente: “siamo tutti apprenditori permanenti, giovani e non”. Per spiegare concretamente il concetto di life largelearning, Giovanni Lo Storto si rifà ad esempio all’esperienza dei ragazzi che imparano a coltivare un orto o si affiancano come volontari ad altri compagni autistici, attività che è possibile svolgere all’interno dell’Università Luiss. Il segreto resta uscire dalla zona di confort, per rimanere immersi nelle opportunità e nei progetti che ci circondano. Come conclude Giovanni Lo Storto, “una formazione pronta a comprendere il cambiamento è ciò che garantirà la nostra sorte in un futuro straordinario”.

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https://www.corriere.it/opinioni/19_novembre_20/nuove-vie-dell-apprendimento-8d8c936a-0bb4-11ea-a21c-9507e0a03cd5.shtml?refresh_ce-cp